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QUARTIERE PORTELLO | |
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A che punto sta il Contratto di Quartiere?
A partire da Novembre è ripresa la “consultazione” dei cittadini e delle associazioni, per definire i dettagli del progetto esecutivo, che deve essere presentato dal Comune di Padova entro il 15 Febbraio 2007. Si presume quindi che i lavori possano iniziare nell’autunno del 2007. 30 milioni di euro verranno spesi per 2/3 nelle ristrutturazioni di edilizia pubblica (case ATER di via Marzolo, case ERP di via Gradenigo e via Stella) per 1/3 per riqualificazione urbanistica e servizi di quartiere (via Gradenigo).
Un po’ di storia e di polemiche
Si giunge a questo
appuntamento dopo una lunga fase di polemiche nella prima fase dei
laboratori (primavera 2005), conclusa nel Maggio 2005 con la
presentazione del progetto definitivo alla Regione. Polemiche subito
riprese al preannuncio della stesura del progetto esecutivo e che, ad
esempio, hanno portato all’interruzione dell’Assemblea convocata
dall’Amministrazione Comunale il giorno 18 Luglio presso il Collegio
Mazza in via Belzoni. (vedi
comunicato stampa
La nostra associazione
ha già allora espresso ferma condanna per il clima di scontro
orchestrato da un gruppo organizzato, ben deciso ad intimidire
qualsiasi opinione di dissenso rispetto alle loro opinioni sui progetti
elaborati, in particolare per quanto riguarda la ristrutturazione del
Quadrato delle case ATER al Portello. La richiesta che anche la nostra
Associazione ha avanzato di una maggiore trasparenza ai cittadini degli
atti amministrativi e della documentazione tecnica nulla ha a che fare
con posizioni di totale dissenso; che in sostanza si configurano come
tentativi di bloccare il progetto in base a motivazioni che più che alla
sostanza dei problemi (i disagi per i complessi lavori nelle case)
guardano a questioni di principio (chi piglia le decisioni). (vedi
intervento
Le nostre proposte La nostra Associazione ha attivamente partecipato agli incontri organizzati dalla Cooperativa “Il Sestante”, ribadendo le richieste già avanzate nella prima fase della consultazione (primavera 2005) e discusse con residenti e commercianti. In sintesi i punti principali sono i seguenti: a) scoraggiamento del traffico di puro attraversamento lungo le vie Gradenigo e Loredan; traffico locale a bassa velocità e reso fluido con un sistema razionale di sensi unici (escludendo percorsi tortuosi e stretti, come ad esempio via S. Maria Iconia); area pedonale davanti alla porta di Ognissanti; passaggi pedonali protetti in via Belzoni e Ognissanti, con particolare riguardo al nodo critico con via Portello; completamento delle piste ciclabili protette, compresa la connessione per via san Massimo alla zona ospedaliera; in ogni caso gli interventi devono essere graduali e le loro conseguenze attentamente valutate; b) scoraggiamento della sosta lunga diurna che satura i pochi parcheggi disponibili; aumento invece dei parcheggi con sosta breve, anche utilizzando gli spazi resi disponibili dalla realizzazione dei sensi unici; c) riqualificazione dei Lungargini (anche attraverso risorse ulteriori assegnate dal Comune) come luogo per il passeggio, lo sport ed il tempo libero, per il quartiere e per la città, anche in connessione al progettato anello verde delle mura, all’area della Fiera e al nuovo parco a nord di via Venezia (passerella pedonale); risanamento igienico e sicurezza per i cittadini; recupero dei giardini di via Fistomba; d) spazi per un polo di servizi socio-sanitari e per attività culturali e associative nei due edifici pubblici in via Gradenigo (ex Fornasari); e) recupero della porta monumentale, all’esterno e all’interno; garanzia dell’igiene e della sicurezza anche notturna; eliminazione dell’uso improprio a servizio della rete elettrica (trasformatori nella sala superiore). f) Mantenimento e riqualificazione dell’edilizia pubblica. Il nodo delle case ATER Su quest’ultimo punto buona parte del dibattito, anche a livello cittadino, si è ancora concentrato sulla questione del recupero del “quadrato” delle case ATER ed in particolare sulla realizzazione di garage sotterranei. Riteniamo del tutto legittima la richiesta dei residenti di precise garanzie (anche economiche) per i gravosi trasferimenti necessari per fare i lavori; in particolare occorre estrema attenzione verso le persone più anziane. Condividiamo anche le obiezioni alla realizzazione di ascensori interni che sconvolgono le planimetrie attuali e che potrebbero essere inseriti nei vani scala o in corpi esterni opportunamente riorganizzati. Ci sembrano invece poco giustificate le strenue obiezioni ai garage sotterranei e al progetto di riqualificazione del cortile interno. Si tratta infatti di garantire standard abitativi che hanno conseguenze anche sull’intero quartiere e che, trattandosi di edilizia pubblica, riguardano anche le future famiglie che potranno insediarsi. La richiesta di un referendum riservato solo agli attuali residenti ci sembra francamente impropria. La progettazione e gestione di opere pubbliche con la partecipazione della popolazione interessata è infatti un’operazione estremamente delicata che esige: - un clima di rispetto reciproco fra i cittadini e fra cittadini, amministratori e tecnici progettisti; - chiare indicazioni delle regole e dei limiti con cui si svolge la partecipazione, essendo ben chiaro chi deve assumersi la responsabilità delle decisioni finali. Purtroppo nessuna delle due condizioni è stata finora rispettata per quanto riguarda la partecipazione ai progetti per il Contratto di Quartiere Portello, perlomeno per quanto riguarda le scelte relative alla ristrutturazione delle case ATER. La nostra Associazione ritiene che le decisioni finali le deve prendere la Pubblica Amministrazione, dopo avere ben ascoltato tutte le voci interessate e tenendo ben conto dei vincoli tecnici e finanziari contenuti nel contratto. Il rischio è quello di perdere una storica occasione non solo di riqualificazione dell’edilizia abitativa pubblica del Portello, ma di un più generale riassetto urbanistico che coinvolge l’arredo urbano, la viabilità e la valorizzazione dei beni monumentali.
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