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QUARTIERE PORTELLO | |
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Comunicato stampa In merito all’interruzione dell’Assemblea sul Contratto di Quartiere Portello programmata dall’Amministrazione Comunale per il giorno 18 luglio presso il Collegio Don Mazza in via Belzoni, l’associazione esprime ferma condanna per il clima di scontro e continua provocazione orchestrato da un gruppo organizzato ben deciso ad impedire, anche mediante intimidazione, l’esposizione di qualsiasi opinione di dissenso rispetto alle proprie sui progetti elaborati, in particolare per quanto riguarda la ristrutturazione del Quadrato delle case ATER al Portello. L’Assemblea ha permesso inoltre di intravedere come tutto questo si traduca anche in tensioni potenzialmente pericolose fra i cittadini ed in particolare fra le famiglie interessate dai lavori. E’ infatti dall’inizio dei laboratori che non si riesce a svolgere un incontro dove si possa discutere dei problemi del quartiere in un clima di democrazia e di rispetto di tutte le posizioni, senza anatemi verso chi non la pensi come quel gruppo ristretto che vorrebbe imporre la propria logica tendente a salvaguardare più posizioni individuali e di partito che interessi dell’intero quartiere, ricorrendo anche a minacce ed insulti nei confronti di chi dissente dalle loro posizioni e ciò alla faccia della tanto invocata partecipazione. Visti i precedenti è pensabile che lo stesso metodo possa essere stato usato anche per carpire il consenso di una parte degli abitanti del quadrato per cui bene farebbe l’Amministrazione a interpellare direttamente gli interessati sia sul progettato parcheggio interrato che sulla serra climatica. In particolare l’Associazione esprime la sua solidarietà all’Assessore Ruffini per gli attacchi, anche di carattere personale, subiti e non giustificati nemmeno da seppur legittime e possibili contestazioni a riguardo dell’operato dell’Amministrazione Comunale. Da questo punto di vista la richiesta che anche la nostra Associazione ha avanzato di una maggiore trasparenza ai cittadini e all’Assemblea in particolare degli atti amministrativi e della documentazione tecnica del Progetto nulla ha a che fare con posizioni di totale dissenso e rifiuto del dialogo con l’Amministrazione. Posizioni che in sostanza si configurano come tentativi di bloccare il progetto in base a motivazioni che più che aslla sostanza dei problemi (i disagi per i complessi lavori nelle case) guardan9o a questioni di principio (chi piglia le decisioni), con un occhio anche alla questione, che tanto trambusto ha sollevato nell’Assemblea quando appena accennata, delle case illecitamente occupate. La progettazione e gestione di opere pubbliche con la partecipazione della popolazione interessata è un’operazione estremamente delicata che esige: · un clima di rispetto reciproco fra i cittadini e fra cittadini, amministratori e tecnici progettisti; · chiare indicazioni delle regole e dei limiti con cui si svolge la partecipazione, essendo ben chiaro, fin dall’inizio, chi deve assumersi la responsabilità delle decisioni finali. Purtroppo nessuna delle due condizioni è stata finora rispettata per quanto riguarda la partecipazione ai progetti per il Contratto di Quartiere Portello, perlomeno per quanto riguarda le scelte relative alla ristrutturazione delle case ATER. La nostra Associazione ritiene che il secondo punto sia quello decisivo: così importante da precostituire una condizione, necessaria anche se non sufficiente, per il primo. Ritiene in particolare che le decisioni finali le deve prendere la Pubblica Amministrazione, dopo avere ben ascoltato tutte le voci interessate e tenendo ben conto dei vincoli tecnici e finanziari previsti nel contratto. Ciò vale in particolare per la scelta del garage sotterraneo e relativa ristrutturazione del cortile interno delle case ATER: scelta che, a nostro avviso, l’Amministrazione ha già sostanzialmente fatto e che esplicitamente noi condividiamo; anche se nella delibera della Giunte del maggio 2005 viene in qualche modo considerata revocabile. E’ chiaro che è interesse dell’Amministrazione tener conto al massimo delle opinioni dei cittadini e futuri elettori nel prossimo mandato. Ma di tutte le opinioni non si può tener conto; né crediamo che il referendum, largamente invocato durante l’Assemblea, eventualmente anche autogestito, sia il grimaldello miracoloso per identificare la soluzione migliore sia dal punto di vista urbanistico-architettonico ed economico che dal punto di vista degli interessi coinvolti, che non possono essere solo quelli degli attuali abitanti delle case. Il rischio è quello di perdere una storica occasione non solo di riqualificazione dell’edilizia abitativa pubblica del Portello, ma di un più grande riassetto urbanistico che coinvolge l’arredo urbano, la viabilità e la valorizzazione dei beni monumentali.
Padova, 19 luglio 2006
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